Quando apri la porta di casa e vedi i tuoi nipoti entrare con lo sguardo già incollato allo schermo, quella stretta al cuore è reale. Non sei sola in questa preoccupazione: molte nonne oggi si trovano a competere con notifiche, social media e chat per ottenere l’attenzione di nipoti ormai giovani adulti. Ma dietro questa apparente indifferenza tecnologica si nasconde un problema più profondo che merita di essere affrontato con delicatezza e intelligenza emotiva.
Quando la tecnologia diventa un muro invisibile
La dipendenza da smartphone non è un semplice capriccio generazionale. Uno studio del 2022 dell’Osservatorio Nazionale sulla Prevenzione dell’Istituto Superiore di Sanità indica che il 12,6% degli adolescenti italiani tra i 13 e i 19 anni presenta un uso problematico di smartphone, con rischi crescenti nella fascia giovane adulta fino ai 25 anni. Questo dato ci aiuta a comprendere che spesso non si tratta di mancanza di rispetto, ma di un vero e proprio meccanismo comportamentale difficile da controllare.
Il momento delle visite familiari dovrebbe rappresentare un’oasi di connessione autentica, eppure si trasforma frequentemente in un silenzio punteggiato solo dal suono delle dita che scorrono sugli schermi. Questa dinamica genera frustrazione, senso di inadeguatezza e quella sensazione dolorosa di essere diventati improvvisamente invisibili agli occhi di chi amiamo.
Comprendere prima di giudicare: cosa succede nella mente dei giovani adulti
I nipoti ventenni o trentenni vivono in un ecosistema comunicativo radicalmente diverso da quello delle generazioni precedenti. Il loro cervello è stato plasmato dall’iperconnessione digitale, creando circuiti neurologici che richiedono stimoli continui. Le notifiche smartphone attivano dopamina nel cervello, generando un loop di gratificazione immediata simile a quello delle dipendenze.
Comprendere questo meccanismo non significa giustificarlo, ma offre una chiave di lettura essenziale: i tuoi nipoti non ti stanno deliberatamente ignorando, stanno semplicemente lottando contro un’abitudine radicata che coinvolge processi neurologici automatici.
Strategie concrete per riconquistare l’attenzione e il cuore
Crea zone e momenti phone-free con creatività
Invece di imporre divieti che genererebbero resistenza, proponi attività coinvolgenti che rendano naturale mettere da parte il telefono. Un corso di cucina improvvisato dove servono entrambe le mani, un puzzle complesso da completare insieme, o la sistemazione di vecchie fotografie di famiglia in un album sono attività che richiedono presenza fisica e mentale.
Puoi anche creare un rituale simbolico: una bella scatola decorata all’ingresso dove tutti, te compresa, depositate i telefoni all’arrivo. Questo gesto condiviso elimina la sensazione punitiva e trasforma la disconnessione digitale in un patto familiare.
Parla il loro linguaggio emotivo, non quello del rimprovero
Frasi come “Sei sempre con quel telefono!” attivano meccanismi difensivi. Prova invece un approccio basato sulla vulnerabilità autentica: “Sai, quando guardi il telefono mentre parliamo, mi sento come se le nostre conversazioni non fossero abbastanza interessanti. Mi mancano i tuoi occhi quando racconti le tue cose”.
Il modello della Comunicazione Non Violenta, sviluppato da Marshall Rosenberg, insegna a esprimere sentimenti e bisogni senza accusare l’altro, creando empatia e connessione. Questo approccio permette ai nipoti di vedere l’impatto reale delle loro azioni senza sentirsi giudicati.

Diventa curiosa del loro mondo digitale
Un approccio controintuitivo ma efficacissimo consiste nel mostrare genuino interesse per ciò che li assorbe tanto. Chiedi loro di mostrarti cosa stanno guardando, quali contenuti li appassionano, come funziona quella nuova app di cui parlano. Questo non solo crea un terreno comune di conversazione, ma li fa sentire visti e compresi.
Potresti scoprire che tuo nipote segue pagine di ricette, ama la fotografia di paesaggi o è appassionato di storia contemporanea. Questi interessi possono diventare nuovi argomenti di dialogo che arricchiscono la vostra relazione.
Quando il problema diventa più serio: segnali da non ignorare
Esiste una differenza sostanziale tra abitudine problematica e dipendenza patologica. Se noti che i tuoi nipoti mostrano ansia evidente quando sono separati dal telefono, se la qualità del sonno è compromessa, o se l’uso dello smartphone interferisce con obblighi lavorativi o relazioni significative, potrebbe essere opportuno un intervento più strutturato.
In questi casi, un dialogo aperto con i genitori diventa fondamentale. Il tuo ruolo non è sostituirti ai genitori, ma offrire una prospettiva esterna amorevole che può aiutare a vedere dinamiche altrimenti normalizzate nel contesto familiare quotidiano.
Il potere trasformativo delle tradizioni intenzionali
Crea nuove tradizioni specificamente pensate per favorire la connessione. Un tè mensile solo voi due, una passeggiata settimanale in un parco, o un progetto condiviso come la cura di un piccolo orto possono diventare appuntamenti sacri che i nipoti iniziano ad attendere proprio per quella qualità di presenza che offrono.
L’antropologa Margaret Mead sosteneva che le tradizioni culturali e familiari creano un senso di continuità, identità e appartenenza tra generazioni. Quando un giovane adulto sa che il martedì pomeriggio è “il tempo della nonna”, quello spazio acquisisce un significato che trascende la routine, diventando un rifugio dalla frenesia digitale.
Il tuo esempio vale più di mille parole
Chiediti onestamente: quanto spesso anche tu consulti il telefono durante le loro visite? I giovani adulti sono particolarmente sensibili all’incoerenza. Se pretendi attenzione esclusiva ma poi controlli ripetutamente messaggi o chiamate, il tuo messaggio perde credibilità.
Essere il cambiamento che desideri vedere significa praticare quella presenza totale che vorresti ricevere. Spegni le notifiche, lascia il telefono in un’altra stanza, dimostra con i fatti che quel tempo insieme è prezioso e merita attenzione indivisa.
Ricorda che il legame tra nonna e nipote adulto è unico e insostituibile. Attraversa generazioni, tecnologie e cambiamenti culturali proprio perché si fonda su qualcosa di più profondo: la continuità affettiva, la trasmissione di valori, la certezza di un amore incondizionato. Con pazienza, creatività e autenticità emotiva, puoi riconquistare quegli sguardi, quelle conversazioni, quella connessione che sembrava perduta. Non arrenderti: loro hanno bisogno di te più di quanto gli schermi luminosi possano mai offrire.
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