Charles Leclerc ha chiuso l’ultima giornata di test pre-stagionali in Bahrain con quasi nove decimi di vantaggio su Lando Norris. Non un semplice giro veloce tirato fuori dal cappello, ma un tempo che pesa, che fa riflettere e che riaccende l’entusiasmo intorno alla Ferrari in vista del Mondiale di Formula 1 2026. La SF-26 sembra arrivare al via della stagione con una consapevolezza diversa rispetto agli anni passati.
Test Bahrain 2026: cosa è successo nell’ultima giornata
La sessione conclusiva è stata densa di informazioni e non priva di colpi di scena. L’assenza più discussa è quella di Aston Martin, che non ha preso parte all’ultima giornata per mancanza di ricambi, una situazione imbarazzante che alimenta i dubbi su una monoposto ancora lontana dalla competitività dei top team. Sul fronte opposto, Racing Bulls ha totalizzato oltre 160 giri, chiudendo una delle giornate più produttive dell’intero pacchetto di test.
Qualche grattacapo anche per le squadre di punta. Kimi Antonelli si è fermato in pista la mattina a causa di un guasto tecnico sulla Mercedes, mentre McLaren ha accumulato due ore di ritardo sul programma pomeridiano per problemi meccanici. Non esattamente il biglietto da visita ideale a poche settimane dal primo Gran Premio.
Midfield 2026: Alpine, Audi e Haas si sfidano per il quinto posto costruttori
Mentre i grandi team affinano le loro armi, nella zona mediana del gruppo si prospetta una battaglia serrata. Secondo le indiscrezioni circolate nei paddock, Alpine, Audi e Haas potrebbero darsi battaglia per il quinto posto nella classifica costruttori, un piazzamento che vale oro in termini di punti e di budget. Tre squadre con approcci e risorse differenti, ma con la stessa fame di risultati. Meno ottimistiche le proiezioni per Cadillac e per la stessa Aston Martin, mentre Williams lascia qualche interrogativo aperto sul reale potenziale della propria vettura.
Ferrari SF-26: degrado basso, partenza da urlo e quel tempo che fa rumore
La mattina della Ferrari si è concentrata sulle simulazioni di passo gara, con Leclerc impegnato nella seconda parte mentre Oscar Piastri ne simulava la prima. Condizioni diverse e stati della vettura differenti, ma il dato che emerge è chiaro: la Rossa ha mostrato meno degrado rispetto alla McLaren in quella finestra specifica. Nel motorsport moderno, gestire le gomme meglio degli avversari può fare la differenza tra vincere e perdere una gara.
Nel pomeriggio è arrivato il tempo che ha fatto parlare tutti. Quasi nove decimi su Norris, realizzati con una mescola leggermente più morbida. Va da sé che nei test i programmi delle squadre divergono e i confronti diretti restano parziali, ma un gap di quelle dimensioni non si può semplicemente ignorare o liquidare come casualità.
La Ferrari ha poi ripetuto la procedura di partenza, già provata con ottimi riscontri nei giorni precedenti. La performance è risultata positiva anche in questo caso, seppur meno netta rispetto all’uscita dai box di Lewis Hamilton del giorno prima. Le partenze sono storicamente uno dei talloni d’Achille del team di Maranello, e vedere progressi concreti su questo fronte è un segnale che conta.
Ferrari al via del Mondiale 2026: i segnali dai test non si possono ignorare
I test pre-stagionali vanno sempre letti con prudenza, questo è fuori discussione. Ma quando una squadra chiude l’intera sessione con il miglior tempo assoluto, dati sul degrado rassicuranti e una procedura di partenza finalmente affidabile, diventa difficile restare indifferenti. Questi non sono elementi isolati: sono tasselli di un quadro complessivo che sembra più solido e strutturato rispetto agli anni precedenti.
Il Bahrain ha parlato chiaro. Ora sarà la pista di gara a dire se questa Ferrari è davvero pronta a lottare per il titolo, o se i test hanno raccontato solo una parte della storia. Per una volta, però, l’attesa sembra davvero meritare fiducia.
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