Non è un’esagerazione: milioni di automobilisti italiani ed europei potrebbero guidare ogni giorno con un dispositivo potenzialmente pericoloso a pochi centimetri dal proprio viso. Stiamo parlando degli airbag difettosi Takata, un caso che ha scosso l’industria automobilistica mondiale e che riguarda ancora oggi più di un milione e mezzo di veicoli in circolazione sulle strade europee.
Airbag Takata difettosi: perché possono diventare pericolosi
Gli airbag nascono per salvarci la vita, ma in questo caso specifico il rischio è esattamente opposto. I dispositivi incriminati utilizzano un propellente a base di nitrato di ammonio, una sostanza che, in determinate condizioni ambientali, può degradarsi nel tempo e comportarsi in modo imprevedibile. Quando si attiva in modo anomalo, l’airbag può proiettare frammenti metallici verso l’abitacolo, causando gravi lesioni fisiche e, nei casi più estremi, conseguenze fatali. Le condizioni che accelerano il deterioramento del propellente sono legate principalmente al clima: forte escursione termica tra giorno e notte, elevata umidità e temperature particolarmente alte rendono il rischio concretamente più elevato. Chi vive nelle regioni del Sud Italia, in zone costiere o in aree soggette a sbalzi termici significativi è statisticamente più esposto, ma il problema non si limita a queste aree geografiche.
Quante auto con airbag Takata sono ancora in circolazione in Italia
La campagna di richiamo ha già interessato circa 4 milioni di veicoli in totale, ma la cifra che deve davvero far riflettere è un’altra: 1,6 milioni di auto sono ancora in circolazione con questi airbag difettosi. Ogni giorno, su strade e autostrade italiane, si trovano oltre un milione e mezzo di vetture potenzialmente pericolose per il conducente e per i passeggeri. Il problema riguarda i veicoli prodotti prima del 2019, auto che oggi hanno tra i sei e i vent’anni di vita e che sono ancora ampiamente diffuse nel parco circolante nazionale. Se la tua vettura rientra in questa fascia, verificare la situazione non è un’opzione: è una priorità.
Come verificare se la tua auto rientra nel richiamo Takata
Il controllo è semplice e alla portata di tutti. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha reso disponibile uno strumento ufficiale online che consente di verificare, tramite il numero di telaio del veicolo (codice VIN), se la propria auto rientra nella campagna di richiamo. Il codice VIN si trova solitamente sul libretto di circolazione oppure fisicamente sul veicolo, spesso visibile dal parabrezza sul lato del guidatore. È una verifica che richiede pochi minuti e che potrebbe letteralmente salvarti la vita.
La sostituzione dell’airbag è gratuita: ecco come richiederla
Se la tua auto risulta coinvolta nel richiamo, la sostituzione dell’airbag è completamente gratuita. Non è necessario sborsare nemmeno un centesimo: basta recarsi presso la concessionaria ufficiale o il centro assistenza della casa produttrice e richiedere l’intervento. È un diritto del consumatore e un obbligo preciso per i costruttori. Non lasciare che la sottovalutazione del problema ti impedisca di mettere in sicurezza te stesso, i tuoi familiari e chiunque salga sulla tua auto.
Sicurezza stradale e airbag difettosi: diffondi l’informazione
Uno dei problemi più seri legati a questa vicenda è la scarsa consapevolezza da parte degli automobilisti. Molte persone semplicemente non sanno di essere potenzialmente a rischio. I difetti degli airbag Takata hanno già causato danni gravi in tutto il mondo e le autorità di sicurezza di numerosi Paesi hanno emesso allerte ufficiali. Parlane con amici, parenti e colleghi che guidano auto pre-2019. Condividere questa informazione è un gesto concreto di responsabilità, perché quando si tratta di sicurezza stradale non esiste davvero un momento migliore del presente per agire.
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